Quando vincevamo, sempre. Sul campo, più di tutti.
Quando siamo caduti.
Quando non sapevamo che fine avremmo fatto.
Quando l’abbiamo saputo, e l’abbiamo accettato. Lottando per rialzarci.
Quando siamo entrati in campo a Rimini.
Quando gli altri festeggiavano.
Quando noi stavamo a guardare.
Quando speravano che non saremmo mai tornati.
Quando abbiamo cominciato a risalire.
Quando non riuscivamo a ritrovare la strada.
Quando l’abbiamo ritrovata: vincendo.
Questa è la nostra festa, conquistata fino all’ultima goccia di sudore.
E’ la festa di tutti quelli che ci hanno sempre creduto.
E’ la festa di tutti voi tifosi juventini che al posto di abbandonarci avete fatto sentire ancora più forte la vostra voce.
E’ la festa di quelli che hanno esultato per un gol in serie B come per quello che è valso lo scudetto.
E’ la festa, perché no, degli avversari (non tutti) che ci hanno sempre rispettato.
E’ la festa di Balzaretti, Belardi, Bianco, Birindelli, Bojinov, Boumsong, Buffon, Camoranesi, Chiellini, De Ceglie, Giannichedda, Giovinco, Guzman, Kovac, Lanzafame, Legrottaglie, Marchionni, Marchisio, Mirante, Nedved, Palladino, Paro, Piccolo, Trezeguet, Venitucci, Zalayeta, Zanetti, Zebina. All. Deschamps.
E doveva finire così, non ho mai smesso di crederci.
Grazie a tutti, ragazzi. Godiamocela, ce la siamo meritata.
Io c’ero, voi c’eravate. Noi c’eravamo. E ci siamo, finalmente.
Siamo tornati.
Alessandro Del Piero

6 Maggio 2012: La Juventus è Campione d’Italia per la 30esima volta.
Uno dei motivi per cui amo lo sport e in particolare il calcio, è proprio dovuto alle tante emozioni che si vivono durante una gara.
Se solo si riuscisse a capire quanto lo sport sia lo specchio della vita, si avrebbe una percezione della realtà ancora più grande di quella che ci sforziamo di cogliere quotidianamente.
Una gara, per ogni sportivo, è un susseguirsi di emozioni che mettono in pari con la vita: ansia, tristezza, gioia sono stati d’animo che ogni giorno fanno parte di noi, e che riviviamo nell’arco di un evento sportivo.
Lo sport non è una formula matematica ma forza di intenti. Lo sport è gruppo, è coesione, è forza di volontà. Non sempre vincono i più forti, ma chi riesce ad avere i nervi saldi, a percepire la propria forza manifestandola al momento giusto. Vince chi riesce a mettere più cuore, superando gli ostacoli mostrandosi forti e sereni.
Per vivere al meglio una realtà sportiva ci affidiamo a colui che più ci gratifica, colui che ci fa gioire e battere il cuore ogni qualvolta osserviamo il suo viso stremato e festoso, colui che diventa il nostro eroe, colui che da bambini ci proteggeva dal buio, e da grandi ci permette di accantonare i problemi in un cassetto per novanta minuti. Ognuno ha i suoi, che più si adattano al proprio essere, chi preferisce il mantello o chi la maschera. Tra i miei ci sono loro due, coloro che mi hanno fatto compagnia tra i banchi di scuola, in macchina, in treno, o in una stanza buia e silenziosa, coloro che mi ricordano che prima di essere uno sportivo si è un uomo, e che volendo si può essere entrambe le cose.

Grazie ragazzi, comunque vada
Marco prima di essere un pilota, era un ragazzo, un 24enne solare, uno di quelli pieni di energia, che quando lo sentivi parlare ti metteva di buon umore. La sua faccia simpatica, i suoi occhi spensierati, i suoi capelli buffi, non ci saranno più.
Ciao Sic!


Oggi il presidente della Juventus ha dichiarato in un’assemblea dei soci che sarà l’ultimo anno di Alessandro Del Piero con la maglia bianconera. Dopo vent’anni. Personalmente, lo sapevo già, quantomeno lo immaginavo, dopo il contratto annuale e le quasi 38 primavere per il capitano è arrivato il tempo di lasciarci, magari temporaneamente, farsi altri due annetti in America, e tornare per un ruolo da dirigente. Lo sapevo già certo, ma però, quando ho letto questa dichiarazione del presidente Agnelli, il modo e il contesto nella quale l’ha detto, e soprattutto oggi, ad Ottobre, con ancora un campionato davanti… ho pensato subito che è stata una grande caduta di stile da parte di un uomo che predica il ritorno dello stile Juventus.
Caro Andrea, mi permetto di darti del tu, come fanno un po’ tutti i tifosi, mi chiedo se era proprio il caso dichiararlo così, oggi. Mi chiedo perché non hai aspettato che fosse lo stesso capitano ad annunciarlo, con quella classe ed eleganza che lo contraddistingue. No, hai voluto fare il presidente cinico, l’aziendalista, davanti ai soci e giusto a quei milioni di tifosi che per vent’anni hanno gioito grazie a quella persona che proprio tu stai licenziando davanti ai loro occhi. Magari avrai i tuoi motivi, certo, ma sappi che per me, e per i veri tifosi juventini, quella di oggi, è stata una grande caduta di stile.
Rispetto, per il capitano.


Ho scritto un pezzo per il DailyBlog sulla vicenda Kobe Bryant, perché vuol venire a giocare in Italia e i motivi dello sciopero Nba.
La notizia sportiva più attesa di questi giorni è l’arrivo in Italia di Kobe Bryant. Il campione di basket Nba sembrava ad un passo dal firmare con la Virtus Bologna per 10 partite con un ingaggio da 2,5 milioni di euro, ma alcuni club si sono opposti e la trattativa è saltata. Ma perché il pluricampione Kobe Bryant vorrebbe venire a giocare in Italia lasciando l’Nba? Semplice, perché il torneo cestistico più famoso al mondo rischia di non partire, Lockout lo chiamano gli americani.
Cos’è il Lockout
Il termine lockout indica il blocco totale delle attività agonistiche e non a tempo inderteminato. In italiano significa letteralmente serrata o sciopero, e associare questo termine ad un galassia, come quella NBA, che muove ogni centinaia di milioni di dollari, lascia quantomeno esterrefatti la marea di fans che segue con passione le gesta delle franchigie più popolari del globo. Ma perché si ferma un campionato cosi importante? …
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Da ieri la Juventus, e noi Juventini abbiamo una nuova casa, una favolosa, casa.

Il mio articolo sul DailyBlog.
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