Caro Diario

Quel bacio…

Scritto il 12 feb, 2012 | 3 commenti

Eppure sembra ieri.
Quando quel freddo pomeriggio di febbraio decisì di fare il gesto che avrebbe cambiato la mia vita.
Per alcuni è il gesto più naturale del mondo. Quello più semplice. Quello più bello.
Ma non è per niente facile, anzi.
La fanno facile quelli che dicono: ti basta guardarla negli occhi e viene tutto da sé.
Ma anche no. Non è così.
Sarà facile per te, controllare quei mille battiti al secondo, le mani che ti tremano e la voce spezzatata dall’emozione.
Senza parlare della paura del rifiuto. Del non è il momento giusto. Del sarebbe meglio aspettare. Quella scena che hai mille volte visto e rivisto dentro la tua testa.
Magari sperando che venga fuori come una di quelle scene da film dove il protagonista appoggia le mani sul viso di lei, scostandole i capelli con un dito mentre con occhi intensi la guarda sussurandole qualcosa di impercettibile, nel frattempo lei muove lentamente le labbra quasi a ricordargli che non vede l’ora che accada.
Magari. Ma non è così. Quei due secondi in cui decidi di fare il gesto più bello e naturale d’amore sembrano interminabili, cerchi di nascondere il panico, ti accorgi che hai le mani sudate mentre  la salivazione è già sparita da un pezzo.
Ti avvicini a lei con la velocità degna del miglior casablanca e la baci, sperando che nel frattempo lei rimanga più tempo possibile con le sue meravigliose labbra sulle tue.
Oggi sono già trascorsi tre anni, da quel bacio.

Bella

Scritto il 27 gen, 2012 | 3 commenti

E niente, oggi appena sveglio ho messo su ‘sto disco.

Un modo perfetto per iniziare la giornata, non trovate?

2012: un salto silenzioso

Scritto il 3 gen, 2012 | 8 commenti

Il primo post dell’anno è sempre bello. Ha qualcosa di speciale.
L’altro giorno mentre ero in viaggio mi ero accorto di non aver scritto nulla per l’ultimo dell’anno. Niente ultimi post o auguri di felice anno nuovo. Dimenticanza? forse no.
Quest’anno non mi andava. Non mi andava di fare bilanci, buoni propositi e bla bla bla.
Il blog ha compiuto tre anni lo scorso dicembre e a ripetere le stesse cose si diventa monotoni, e chi mi conosce sa che non mi piace esserlo. Quindi ho saltato. Ho fatto un salto nel 2012, in silenzio, senza avvisare o commentare. Perché è pure giusto così. In un’era dove tutti hanno la possibilità sentendo il bisogno di commentare ogni cosa è anche bello rimanere in silenzio, a volte.
Vi lascio con il bellissimo regalo che mi ha portato Babbo Natale.

Direi che ha letto la cartolina. :-)

Buon Natale

Scritto il 23 dic, 2011 | 7 commenti

Mancano giusto due giorni a Natale.
Quest’anno le due festività capitano durante il fine settimana. «Sfiga lavorativa» la chiamano alcuni.
Il freddo arrivato all’improvviso ha ricordato a tutti noi che Babbo Natale sta arrivando. «Lui sopra i 10 gradi proprio non si parte», così mi hanno detto.
Io credo in Babbo Natale. Credo ai regali, all’alberello, al camino.
Ogni anno scrivo una lettera che poi non spedisco mai, spero che sia lui ad indovinare o quantomeno a decidere quale dono sia giusto regalarmi.
Bello il Natale. Oddio non lo so. Cioè forse si o forse no.
Da un lato mi piace. Il sentimentale che c’è in me si diverte a fare i regali, un po’ meno il mio portafogli. Mi piace l’idea del ritrovarsi per pranzi e cenoni. Credo che il natale abbia il dono di coprire con un velo anche l’ipocrisia che abitualmente regna in questi ritrovi occasionali. Merito sicuramente anche del cibo, del vino e della tombola.
Dall’altro lato però Natale mi inculca tristezza. Ma non vi sto a dire il perché, altrimenti che Natale sarebbe.

Buon Natale

 

Arrivederci Roma

Scritto il 22 nov, 2011 | 14 commenti

«E’ bello viaggiare con te.»
Viaggiare è una delle cose che più mi piace al mondo. La stazione, gli aeroporti, i terminal bus, sono i luoghi dove la gente dà il meglio di sé, ho letto tempo fa. Sarà per questo che amo viaggiare, prendere un treno, un aereo o un bus. Adoro il momento del biglietto, quando mi avvicino per comprarne uno e il tizio mi chiede la destinazione, ho una sorta di liberazione e timidezza nel momento in cui la dico. La mia voce trema e la tonalità è in dissolvenza. La destinazione di un viaggio è il prossimo passo di vita. Quando mi siedo sul mezzo che mi porterà ho quei due minuti dove inizio a pensare quello che mi aspetta e non quello che mi lascio dietro. Mi piace pensare che una città può cambiare le persone. Le abitudini, il modo di parlare, di guardare gli altri. Spesso pensiamo che tra un viaggio lungo ed uno breve ci sia molta differenza. Credo non sia affatto così. Le differenze non stanno nelle distanze, ma nel modo in cui le affrontiamo. Sono abituato a viaggiare da solo, ad avere al fianco uno sedile vuoto, o se sono fortunato uno sconosciuto. Capita anche che la fortuna si trasformi in sfortuna quando lo sconosciuto si rivela una compagnia pessima, un misto di invadenza, maleducazione e paura di viaggiare. Negli ultimi tempi però a fare compagnia ai miei viaggi è una ragazza. Come me adora viaggiare, guardare fuori il finestrino e poggiare la testa sul sedile chiudendo gli occhi. La compagna perfetta per un viaggio. Viaggerei ogni giorno con la scusa di starle a fianco su un aereo o un treno. Adoro quando con quel tono pacato e curioso mi chiede quando arriviamo, mi fa sentire importante. O quando poggia la testa sulla mia spalla e socchiude gli occhi. Vorrei non arrivare mai, vorrei che il tempo si fermasse. Vorrei che qualcuno da qualche parte ci fotografasse e tra un anno o due mi mandasse la foto a casa con qualcosa di romantico scritto dietro.

«Abbiamo vinto! andiamo a Roma»

11 Settembre 2001: Il ricordo di quel giorno che cambiò il mondo

Scritto il 11 set, 2011 | 4 commenti

Sono passati dieci anni da quel giorno che cambiò il mondo. Dieci anni fa, gli Stati Uniti d’America subivano l’attacco terroristico che gli avrebbe cambiato l’esistenza. Io, dieci anni fa, avevo 15 anni, e lo ricordo ancora come fosse ieri. Erano le 15 e tre minuti in Italia, le 9 del mattino a New York, il volo United Airlines 175 si schiantava ad una velocità di circa 590 miglia orarie (circa 950 km/h) fra il 78º e l’84º piano della Torre Sud del World Trade Center. Ricordo che ero in camera mia quando mio padre urlando mi chiedeva di andare in soggiorno a vedere, non si capiva bene cos’era successo, se era stato un incidente o cos’altro, si susseguivano le notizie, il filmato che mostrava un aereo schiantarsi a tutta velocità contro il World Trade Center era agghiacciante. Mi viene la pelle d’oca a pensarci. La Cnn titolava: L’America è sotto attacco. Io a 15 anni, non avevo mai vissuto prima di allora una situazione di quel tipo, rimasi incollato alla tv. Mentre all’inizio si pensava, o si sperava, in un banale incidente, dopo qualche minuto arrivò la conferma, è un attacco terroristico, gli aerei sono stati dirottati da kamikaze e poi fatti schiantare. Tutto ciò non ha senso, pensavo, perché mai? Era il 2001, avevo 15 anni e non avevo nessuna connessione ad internet, quindi la mia unica fonte d’informazione era la televisione, grazie al satellite riuscivo a vedere la Cnn, quello era il mio modo per essere più vicino alla notizia. Dopo qualche minuto arrivò la notizia di un attacco al pentagono, seguita da un’altra terribile notizia che informava di un altro schianto, quello del volo United Airlines 93, a Shanksville in Pennsylvania. Nel frattempo, a New York le due torri crollavano, tutto il mondo, non soltanto l’America, viveva attimi di terrore. E’ guerra, pensavo. Fu un lungo pomeriggio, rimasi fino a sera sul divano a seguire l’edizione straordinaria che durò fino a tarda notte. Le immagini che arrivavano lasciavano a bocca aperta, lo sguardo attonito, il pensiero era per le persone intrappolate sotto le macerie, i familiari delle vittime, a cosa sarebbe successo dopo. Prima di sera, alcuni membri del Congresso riportarono alla Cnn che alcuni alti ufficiali dell’Amministrazione hanno detto di avere abbastanza prove per affermare che gli attentati sono opera di Osama Bin Laden e del suo network terrorista, al-Qaida. Osama Bin Laden, c’era lui dietro tutto questo. Da quel giorno ad oggi, sono accadute tante cose. La caccia ad Osama portò la guerra in Iraq, la cattura e l’uccisione di Saddam Hussein, e tanti, tanti altri avvenimenti che non sento il bisogno di riportare su questo blog. Caso vuole, che a quasi dieci anni da quell’attentato che sconvolse la vita di migliaia di persone, Osama Bin Laden venga catturato, ed ucciso. Quasi a chiudere un cerchio, un cerchio che però, non potrà mai essere cancellato.